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CORSO DI
OUTLOOK EXPRESS,
SEZIONE 6 |
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E-mail
indesiderate, pubblicità di ogni genere, proposte di
affiliazioni e/o lavoro, proposte a visitare siti a
sfondo sessuale, link a siti porno. Tutto questo
costituisce la "spazzatura" che intasa e
condiziona le nostre caselle di posta elettronica. Nei
giorni scorsi la Commissione europea ha emanato una
normativa che mette fuori legge lo spamming. Entrerà in
vigore la settimana prossima e dovrà essere applicata
negli Stati membri entro il prossimo primo novembre. |
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Lo SPAMMING è ormai una delle piaghe del nuovo
millennio. Una stragrande maggioranza di tutte le e-mail
inviate al mondo sono destinate ad essere cestinate. Lo
spamm coinvolge tutti quelli che hanno una casella di
posta elettronica e genera nuovi oneri per le imprese
europee (in
termini di perdita di produttività)
e perdite ingenti. La maggior parte dei messaggi di
SPAMM mira a vendere o a proporre servizi
un'altra buona parte contiene o propone immagini o
servizi legati alla pornografia ed il restante
cerca di raggirare gli utenti offrendo la possibilità di
guadagni futuri anticipando somme di denaro. |
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ALCUNE CONSEGUENZE SUL MONDO DEL LAVORO |
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La posta spazzatura, mette a rischio l'efficienza al
lavoro, invadendo i sistemi di posta elettronica e
costringe i provider di servizi Internet a comprare più
spazio virtuale solo per trasmettere e-mail che nessuno
vuole ricevere, con costi aggiuntivi che vengono
inevitabilmente addebitati agli utenti. |
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La normativa europea, ha introdotto l'obbligo di
consenso preventivo degli utenti applicabile a messaggi
e-mail, sms e mms che devono approvare l'invio, e
proibisce ai mittenti di usare pseudonimi o di
mascherare l'indirizzo. |
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Con l'entrata in vigore delle nuove regole saranno
chiamati a 'fornire sistemi e programmi capaci di
bloccare le e-mail indesiderate il più velocemente ed
efficacemente possibile. Gli utenti, afferma la
Commissione, devono poter avere la possibilità di
filtrare lo spamm o avere accesso ad servizi di
filtraggio per i clienti |
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DISPOSIZIONI DEL GARANTE PER LA PRIVACY |
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Il primo provvedimento
del Garante per la Privacy, ha riguardato uno spammer
che aveva utilizzato l'indirizzo e-mail di un utente
Internet senza averne preventivamente chiesto il
consenso. La persona in questione aveva presentato
ricorso all'Autorità ottenendo un congruo rimborso
spese. A questo primo provvedimento ne sono seguiti
molti altri. Un altro intervento del Garante ha bloccato
i database di diverse società, e per alcune di loro sono
scattate anche denunce penali. A fronte di una quantità
sempre crescente di richieste di intervento da parte dei
consumatori, i Garanti di molti Paesi europei
coordinati proprio dal Garante italiano, stanno emanando
nuovi regolamenti per contrastare il fenomeno spamming.
Il nuovo Codice in materia di Protezione dei Dati
Personali è sicuramente destinato a introdurre sempre
più importanti innovazioni nella tutela della Privacy e
ad uniformare la normativa italiana a quella europea. In
particolare, per quanto riguarda la lotta allo spamming,
la nuova normativa ribadisce il principio dell'opt-in,
(art.130), perciò è consentito l'invio di comunicazioni
mediante sistemi automatizzati (posta elettronica, fax,
dispositivi automatici di chiamata) solo con il
preventivo consenso dell'utente interessato: tale tutela
è stata estesa anche all'invio di messaggi pubblicitari
tramite SMS e MMS. Resta comunque il problema legato
alla globalità del fenomeno: il ricorso al Garante,
infatti, è valido solo per l'Italia e per quei paesi
dell'Unione Europea che hanno adottato l'opt-in.
Purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi, le
e-mail spazzatura che ogni giorno intasano le caselle di
posta elettronica degli utenti italiani proviene
dall'estero. |
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TUTELA DEI DATI
ISTANZA AI SENSI DELL'ARTICOLO 13 |
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Tenete
sempre presente che in qualsiasi momento potrete
richiedere a chiunque la eventuale presenza e
l'origine dei vostri dati. |
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FAC-SIMILE
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