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Sono programmi che permettono lo scambio (all'interno di una rete
) di files musicali (mp3) ed altri contenuti, tra i vari utenti facenti parte del
Network. Questi programmi condividono gli Hard Disk senza
verificare le credenziali di autenticazione e/o le
intenzioni dell'utente che sta scaricando il file che gli
viene messo a disposizione. Il tutto espone gli utenti della
rete locale a buchi di sicurezza inimmaginabili. Coloro che
utilizzano questi programmi per ledere la buona fede di chi
li utilizza, creano un tunnel http per raggirare i blocchi
in atto sul firewall utilizzando, magari, la porta http per
re-dirigere il traffico. Questi client inoltre,
effettuando lo sharing di files in giro per la rete, aprono
considerevoli buchi di sicurezza sul network. |
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La versatilità
del file sharing, permette l'utilizzo, in modo legale,
di moltissime applicazioni B2B e B2C, e per la
diffusione della cultura e del sapere. Altresì, questa
applicazione può contribuire a far conoscere artisti
sconosciuti in ogni parte del globo, diffondendo musica,
video, libri ed altra documentazione. |
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Avviare un
programma di file sharing, in altri termini, equivale alla
apertura di alcune porte del proprio computer a milioni di
utenti, che, non tutti utilizzano in modo lecito e
trasparente. L'Utente che collegandosi ad Internet dalla
propria postazione lavorativa, si appresta a scaricare files
non sicuri (perchè di questo si tratta), può incappare (con
molta, moltissima probabilità) in virus informatici come ad
esempio W32.Azha.Worm, un Worm che cerca di diffondere se
stesso attraverso programmi file-sharing. Tali virus
provocano spesso ingenti danni al computer sul quale si
instaurano, infettandolo e compromettendo, le eventuali
attività gestite e/o le proprie applicazioni. Alcuni
programmi di file sharing, creano le condizioni ottimali per
l'introduzione di spyware, che monitorando le attività
svolte dall'Utente in rete, collezionano dati su
comportamenti, preferenze ed aspetti personali!. |
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Anche il solo
avvio del download del/i File comporta sanzioni
amministrative, in particolare quelle previste dall'art.
174-ter LDA. All'interno del disegno di legge recentemente
approvato alla Camera, sono state incluse
diverse disposizioni relative proprio a questo particolare
fenomeno. Infatti, sarà punito con una multa da 51 a 2065
euro chiunque, senza averne diritto, a qualsiasi scopo e in
qualsiasi forma mette a disposizione del pubblico,
immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante
connessioni di qualsiasi genere, un'opera dell'ingegno
protetta, o parte di esse. In più chiunque commette la
violazione di cui al primo comma, lettera a-bis (che
è quella appena riportata)
è ammesso a pagare, prima dell'apertura del dibattimento,
ovvero prima dell'emissione del decreto penale di condanna,
una somma corrispondente alla metà del massimo della pena
stabilita dal primo comma per il reato commesso, oltre le
spese del procedimento. Attualmente, chi condivide anche per
mero profitto rischia la reclusione da uno a quattro anni
nonché una multa che può arrivare anche a oltre 15.000 euro.
E' opportuno però evidenziare che sarà prevista la procedura
di estinzione del reato (oblazione)
a fronte del pagamento di una determinata somma di danaro. |
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Desidero nuovamente rinnovare quello che
è divenuto ormai il mio avviso di default per gli
utilizzatori assidui ed incalliti dei software P2P (come
ad esempio: emule). Tre
ricercatori della California, hanno infatti (a
seguito di una lunga ed articolata ricerca)
verificato che la possibilità di essere rintracciati (tramite
le tracce lasciate durante i vostri download)
è aumentata del 17% circa rispetto a qualche tempo fa.
Risulta infatti che la stragrande maggioranza degli
utilizzatori di questi famigerati programmi non fanno
affatto uso di BLAKLIST
o di software IP FILTERING.
Per chi non lo sapesse, questi software impediscono (naturalmente
non sono infallibili ma garantiscono comunque un certo grado
di sicurezza) che colui che
condivide file in rete possa essere intercettato. Fonte integrale della notizia:
Punto Informatico |
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-OTTOBRE-10-
Un giudice della Corte Distrettuale di New York ha
condannato per violazione del Copyright la Società
LimeWare, produttrice di uno
dei client P2P più utilizzati sul web. Il giudice ha
disposto altresì la cessazione di ogni attività della
medesima. |
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-NOVEMBBRE-10-
La RIAA (Recording Industry
Association of America
), dopo una travagliata vicenda giudiziaria, ha ottenuto un
risarcimento di ben
1 milione e mezzo di dollari
da una Signora che aveva scaricato
24 brani musicali
utilizzando il noto programma KAZAA. Facendo il conto, la
somma che la Signora dovrà pagare equivale a
62.500 dollari a brano.
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-SETTEMBRE-10-
Individuati i responsabili di un sito web che ospitava dei
link a servizi di streaming in cui venivano diffusi filmati
senza detenerne i diritti. La polizia postale di Genova ha
infatti (oltre a denunciare i
proprietari) predisposto ed
attuato l'oscuramento del sito web in questione.
Sanzionati anche alcuni utenti assidui del sito web con una
sanzione di
154 euro. |
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-FEBBRAIO-09- In seguito ad indagini della Polizia
Postale, nella abitazione di un impiegato della
provincia di Isernia, sono stati trovati centinaia di CD
contraffatti e moltissimi programmi protetti dal diritto di
copyright (scaricati tramite
programmi di File Sharing) . La
Autorità Giudiziaria ha comminato all’uomo una multa
salatissima di
340.000,00 €
(trecentoquarantamila)
per violazione delle norme che tutelano il diritto d'autore. |
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-LUGLIO-09-
Una donna Americana è stata condannata ad una pena
pecuniaria di 80 mila dollari per ogni brano illecitamente
scaricato tramite un noto programma di file sharing. La RIAA
(La Associazione dei
discografici Americani) ha
evidenziato che la donna avrebbe scaricato oltre 1700 brani
(protetti dai diritti d'Autore),
condivisi successivamente con circa due milioni di utenti. |
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